Probabilmente chi ha progettato il parco non ha tenuto conto delle necessità dei suoi utenti, (seguire una strada più corta) focalizzandosi solo sull’estetica. 

In questo caso “analogico” di cattiva User Experience l’architetto ha previsto una strada bella ma lunga, quindi gli utenti hanno preferito accorciare con una soluzione fai-da-te, passando per il prato. 

In questo esempio, non c'è un grosso problema nell'escludere il prato danneggiato, perché le persone possono comunque trovare la propria via. Ma se si trattasse di un sito cosa potrebbe succedere? Probabilmente l’utente chiuderebbe la pagina per cercarne una più facile da consultare. E se il sito in questione fosse quello che avete progettato, beh… avreste un problema di User Experience!

Ma cos’è questa fantomatica UX? Per User Experience, o esperienza d’uso, si intende ciò che una persona prova quando utilizza un prodotto, un sistema o un servizio. Infatti, lo studio della User Experience si concentra su come funzionano le cose e su come le persone interagiscono con esse, ponendo l'utente del prodotto al centro del processo di progettazione. (Human-Centered Design).

Non si progetta ciò che piace al designer, ma quello che soddisfa l’utente e lo si fa migliorando usabilità, accessibilità e piacere nell’utilizzo di un prodotto.

Per intenderci, associamo la UX al modo in cui la macchina guida, cambia marcia, protegge da un incidente e la UI al colore e design dell’auto.

Lo UX Designer svolge dei processi atti ad accrescere la soddisfazione dell’utente

migliorando l’usabilità di una pagina web, la sua facilità di utilizzo, l’intuitività e l’interazione. Il termine fu coniato nei tardi anni ’90 da Don Norman, co-fondatore del Norman Group Design Consultancy, che all’epoca dichiarò che la “User Experience” abbraccia tutti gli aspetti dell’interazione tra l’utente finale e l’azienda, i suoi servizi e i suoi prodotti.

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